Il Taekwondo della ASD Tiger

Il Taekwondo praticato alla Tiger è adatto a tutte le età, si pratica in stile marziale con la prerogativa di poterlo praticare per tutta la vita.
Vogliamo che i nostri allievi possano arrivare a praticarlo fino a 70 anni, allenandoli anteponendo come priorità la salvaguardia per il corpo e il benessere per se stessi.
Modelliamo il Taekwondo personalizzandolo alle esigenze o problematiche di ogni allievo.
Quindi il nostro Taekwondo è sia per persone senza alcun problema fisico che vogliono diventare atleti sia per persone che hanno problemi fisici o difficoltà motorie che vogliono praticarlo a livello amatoriale.

I nostri insegnamenti sono strutturati pensando sempre al lungo termine, quindi un esercizio che oggi ci più far diventare campioni ma che domani ci lascerà senza cartilagine non viene preso in considerazione!

Anche all’interno del suo gruppo di atleti agonisti l’ASD Tiger, attua la filosofia di un allenamento per il benessere fisco, mentale e spirituale. La scelta di diventare un agonista spetta innanzi tutto all’atleta stesso, infatti sino all’ora non ha nessun obbligo di partecipare alle gare.

Il Taekwondo

Il TaekwondoL'antica Arte dei pugni e calci in volo, ma allo stesso tempo un moderno sport olimpionico. Praticato centinaia di anni fa nella lontana Corea dai guerrieri per difendere la loro patria contro le invasioni esterne, oggi viene praticato in più di 160 nazioni sia come antica arte marziale ma anche come moderno sport olimpionico. Denominata dai suoi fondatori come l'arte dei pugni e calci in volo, per la sua spettacolare elevazione e calci dinamici.Il Taekwondo

La pratica del combattimento sportivo distingue dagli altri sport marziali per la particolare efficacia, dinamismo e spettacolarità delle sue tecniche di gamba (calci circolari ed in volo, calci multipli). Pur esendo uno sport da combattimento nel dojang si mantieni la tradizione e filosofia di un'antica arte marziale, si studiano: le pumsae, o forme (movimenti codificati che simulano un combattimento contro più avversari); tecniche di autodifesa utilizzando ogni parte del proprio corpo; filosofia e metodi per migliorare se stessi in autocontrollo, benessere fisico e mentale.

Storia del Taekwondo

Il Taekwondo L'antichità
Corea, VI secolo d.C. L'antica dinastia Silla è minacciata. Re Chinchung sa che il suo esercito non è preparato per opporsi all'attacco dei guerrieri Koguryo, e che da solo non sarà mai in grado di salvare il suo regno. Esiste un solo uomo capace di creare un esercito che possa resistere a qualsiasi attacco: il re fa chiamare alla sua corte il monaco buddista Won Kwang Bopsa, che in breve forma una squadra di uomini imbattibili, abili nell'uso delle armi ma ancor più abili a usare il loro stesso corpo come arma… La dinastia Silla è salva.

I guerrieri del monaco Bopsa vengono scelti fra i giovani appartenenti alla nobiltà del regno e vengono istruiti secondo un sistema marziale in armonia con le leggi della natura e della filosofia buddista. Nasce così l'ordine del Hwa Rang (fiore della gioventù), i cui membri non devono essere solo dei validi guerrieri, ma anche dei modelli di cultura: per questo motivo accanto all'arte marziale essi apprendono anche la letteratura, l'arte, la scienza. Il loro sistema marziale viene chiamato Taek kyon ("combattimento con le gambe") per la posizione privilegiata che hanno le tecniche di calcio rispetto a quelle di pugno. Ai giovani guerrieri Hwa Rang viene chiesto di giurare fedeltà a un codice d'onore, sintetizzabile in cinque proposizioni fondamentali:

  • lealtà verso la patria
  • lealtà verso i propri genitori
  • fratellanza e fiducia reciproca tra i membri del Hwa Rang
  • coraggio: mai ritirarsi di fronte al nemico
  • senso di giustizia: mai sacrificare una vita senza una valida ragione

Grazie al valore dei guerrieri del Hwa Rang, la dinastia Silla riesce ad avere la supremazia sugli altri due regni della Corea, Koguryo e Paekche, riuscendo finalmente a ottenere l'unificazione di tutta la Corea.

I secoli passano, le dinastie si avvicendano, e l'arte del Hwa Rang continua a essere praticata dai militari coreani.

Il Taekwondo Il XX secolo
1910. Il Giappone, in seguito alla vittoria della guerra russo-giapponese del 1903, invade la Corea. L'impero nipponico vieta la pratica di ogni arte marziale, per timore che potesse stimolare la rivolta. Alcuni marzialisti fuggono, emigrano in Giappone per apprendere le arti giapponesi. Altri rimangono: nei monasteri e nei templi, in segreto, l'eredità del Taek Kyon sopravvive.

15 agosto 1945: alla fine della Seconda Guerra Mondiale, il Giappone è sconfitto. L'occupazione della Corea è finita e le arti marziali coreane tornano a essere praticate legalmente. Ormai non sono più appannaggio di un'élite militare: tutti le possono praticare e le scuole si moltiplicano, insieme agli stili. Dopo un'ulteriore crisi con la guerra di Corea (che porterà alla nascita di due nazioni, la Corea del Sud e quella del Nord) del 1950, le scuole riaprono, ma si avverte la necessità di dare un ordine: gli stili sono troppo variegati, i nomi sono troppi e perlopiù di derivazione giapponese.

Nel 1955 si tiene un'assemblea: il generale dell'esercito Choi propone il nome Taekwondo, che viene adottato ufficialmente nel 1958. In seguito a una divergenza di opinioni, il generale Choi fonda poi l'ITF (International Taekwondo Federation), mentre Un-Yong Kim nel 1973 fonda il WTF (World Taekwondo Federation): le due federazioni hanno stili, regolamenti e programmi distinti.

1988: Alle Olimpiadi di Seoul il Taekwondo WTF viene introdotto come sport dimostrativo. Alle successive Olimpiadi, Barcellona 1992, accade lo stesso. Il Taekwondo è ufficialmente sport olimpionico a Sydney 2000.

Il Taekwondo tradizionale

Il Taekwondo tradizionaleIl taekwondo è un antichissima arte marziale e non è solo un moderno sport olimpico. Anche se ora quando si parla del taekwondo si pensa a quello che abbiamo visto alle olimpiadi, ai mondiali, o nei vari campionati, in realtà abbiamo visto solo una parte piccolissima del taekwondo. Il Taekwondo tradizionale mantiene la completezza di un arte marziale utilizzando colpi letali, attacchi di mano al volto (pugno, pugno rovesciato, pugno a martello, pugno con nocca sporgente, pugno con tutte le nocche sporgenti, punta delle dita, taglio della mano, dorso della mano, palmo, ect...), attacchi di gomito, di testa, di ginocchio, e di piede. Le tecniche sono potate a tutte le parti vitali del corpo sia in attacco che in difesa. Il taekwondo tradizionale viene ancora tutt'oggi utilizzato da corpi militari, e molte sue tecniche sono utilizzate anche nei corpi speciali.

Il taekwondo tradizionale non è solo attacco e difesa e tecniche letali, ma è una propri ricerca a trovare un equilibrio interiore, serenità e armonia, con la finalità di poter unire corpo mente e spirito. Importantissimo è il tempo che viene dedicato a tecniche di respirazione, concentrazione e alla meditazione attiva. Fin di tempi dei Hwarang i praticanti di taekwondo hanno e tuttora seguono il codice d'onore del taekwondo:

  • Siate leali alla vostra patria
  • Amate e mostrate fiducia ai vostri genitori
  • Amate vostra moglie/marito
  • Siate cooperativi tra fratelli e sorelle
  • Siate leali ai vostri amici
  • Siate rispettosi ai più anziani
  • Stabilite fiducia tra maestro e allievo
  • Usate un buon giudizio prima di far male a qualsiasi essere vivente
  • Mai ritirarsi in battaglia
  • Finite sempre tutto ciò che iniziate

Il Taekwondo olimpico

Il Taekwondo Dal 2000 il Taekwondo è entrato a far parte delle discipline sportive ufficiali delle Olimpiadi. Il Taekwondo delle Olimpiadi non è quindi concepito come un'arte marziale, poiché lo spirito bellico sarebbe in contrasto con gli ideali di sportività che animano le Olimpiadi.

Il Taekwondo olimpionico privilegia dunque l'aspetto sportivo: il combattimento non è concepito come una lotta senza esclusione di colpi, ma come una gara basata su regole ben precise.
I combattenti devono indossare tutte le protezioni necessarie (corpetto, caschetto, para-avambracci e para-tibie e conchiglia) e attenersi alle disposizioni dell'arbitro, che attribuirà i punti in base al regolamento ufficiale del taekwondo olimpionico.

Preparazione atletica

Un corretto sistema di allenamento costante, in questa disciplina come in altre, è fondamentale per raggiungere e ottenere precisi risultati, sia a livello tecnico che fisico.
Per costante si intende dire, impegnarsi nell'eseguire sedute di all'allenamento di almeno un'ora, due o tre volte la settimana. in questo modo si potenzia e mantiene una condizione fisica ideale che permette di eseguire in maniera corretta le tecniche e che porta all'incremento della resistenza, allo sviluppo della forza, e al miglioramento della propria forma fisica. Una corretta tecnica ed un allenamento costante permetta all'atleta di evitare traumi di tipo muscolare ed articolare.

È fondamentale che tutti gli allenamenti vengano preceduti da un opportuno riscaldamento, che permetta:

  • di aumentare la temperatura corporea;
  • una cessione più rapida da parte dell'emoglobina;
  • una maggiore facilità nella trasmissione del impulso nervoso;
  • una maggiore quantità di flusso sanguigno ai muscoli, grazie all'aumento della frequenza cardiaca e della vaso dilatazione;
  • un miglioramento delle proprietà elastiche di muscoli, tendini e cartilagini articolari, miglioramento che consente una buona azione preventiva dei traumi;
  • una maggiore rapidità nei movimenti.

Per avere un miglioramento, dal punto di vista delle capacità motorie, un allenamento deve prevedere esercizi fisici che superino il livello di sollecitazione motoria, previsti dai gesti che si effettuano naturalmente nelle quotidianità.

A seguito della preparazione fisica, si prosegue con tecniche di base: calci, pugni, parate, rotazioni, step, uscite eseguite a coppia o a vuoto simulando un combattimento. Gli stessi movimenti verranno poi applicati ai colpitori, al sacco o alla corazza, simulando in maniera più reale il combattimento. Non è solo un allenamento tecnico ma anche tattico, con intensità variabili così da portare l'atleta ad un automatismo naturale anche quando sotto sforzo fisico.

Un allenamento tipico per la preparazione tecnica al combattimento si suddivide in 5 fasi principali:

  • Preparazione tecnica di base. Step, Calci a vuoto, uscite contrattacchi.
  • Tecnica di base a colpitori: esecuzione dei calci sul colpitore con precisione, forza e velocità. Partendo con calci singoli per poi passare a sequenze e combinazioni.
  • Soluzione-Tecnico tattico ai colpitori: L'atleta che mantiene il colpitore fornisce degli stimoli (finte, avanzamenti e uscite) al compagno che esegue tecniche di attacco e contrattacco a reazione.
  • Simulazione combattimento condizionato: a coppia, alternando il ruolo di difensore ed attaccante, si cerca di utilizzare la migliore tecnica per l'attacco e il contrattacco, finalizzando i colpi sulla corazza e caschetto.
  • Combattimento condizionato: utilizzando tutte le tecniche studiate si esegue uno scambio libero, puntando più sul gesto tecnico, quindi attacchi e contrattacchi puliti, non basati sulla propria forza fisica.

L'allenamento viene concluso con una fase di defaticamento e di streching.